Sicurezza «adeguata»: cosa vuol dire
L'art. 32 cita esplicitamente la cifratura, la capacità di garantire riservatezza e disponibilità, il ripristino dopo un incidente e una procedura per testare regolarmente le misure. Tradotto: dati cifrati, accessi personali con password robuste e doppia verifica, backup provati, aggiornamenti costanti.
Privacy fin dalla progettazione
L'art. 25 chiede di pensare alla protezione dei dati già quando si progetta il software: raccogliere solo i dati che servono, nascondere quelli che non servono a chi non deve vederli, cancellarli quando non servono più. È molto più economico farlo all'inizio che rattoppare dopo.
Chi tocca i dati, e con quale contratto
Se un fornitore ospita o gestisce il tuo software, tratta i dati per conto tuo: è responsabile del trattamento e serve un accordo scritto con istruzioni, misure di sicurezza e obblighi di riservatezza (art. 28). Chiedilo sempre, e chiedi anche chi sono i suoi sub-fornitori.
Registro, tracciabilità e violazioni
Il software deve aiutarti a sapere chi ha fatto cosa: accessi, modifiche, esportazioni. In caso di violazione dei dati hai 72 ore per notificarla al Garante (art. 33) e senza registro è quasi impossibile capire cosa è successo.
Diritti degli interessati
Clienti e dipendenti possono chiedere di vedere, correggere, cancellare o portare via i propri dati (artt. 15-20). Un buon gestionale permette di farlo in pochi clic, con un'esportazione in formato aperto.
Guida informativa aggiornata al 03/11/2026: non sostituisce una consulenza legale o fiscale sul tuo caso.